Aviano

Il Duomo - la Pieve di San Zenone - è la chiesa principale. Risale al 1925, ampliato nel 1485 fu distrutto dai Turchi nel 1499. Venne ricostruito nel 1524, composto da una sola navata con portale di ingresso e fiancheggiato da un alto campanile. Esigenze demografiche portarono a costruire una chiesa più grande che venne realizzato nello stesso posto su progetto di Francesco Riccati. I lavori iniziarono nel 1775, ma la chiesa fu consacrata soltanto nel 1818 e terminata nel 1832 con il completamento della facciata con il portale e le tre statue dell'architetto G.B. Bassi. Nell'interno ad unica navata, sei cappelle delimitate da semicolonne corinzie, contengono lo stesso numero di altari. L'altare maggiore, del '700, è opera dello scultore G.B. Bettini, di linea semplice, con il tabernacolo a tempio, sovrastato da un crocifisso in legno con ai lati le statue di S. Martino e S. Zeno.

Due altari della parete sinistra sono in pietra, provenienti dalla Chiesa veneziana dei Cavalieri di Malta: il primo rappresenta un dipinto che raffigura la conversione di San Paolo, opera di Antonio Masutti di Aviano il secondo una statua in marmo dedicata alla Madonna del Carmine, opera di L. De Paoli. L'altare in marmo della terza cappella dedicato alla Madonna del Rosario è opera di G. B. Bettini, ornato dalla pala capolavoro di Gasparo Narvesa che rappresenta la Madonna con il Bambino adorato da San Domenico e Santa Caterina. Ai lati sono rappresentati 14 misteri del Rosario, mentre la discesa dello Spirito Santo è situato al centro, in grandi dimensioni. Sulla parete sono raffigurati "L'Immacolata", un tempo sull'altare della vecchia sacrestia, Padre Marco d'Aviano e una pala con la Madonna in trono, il Bambino, S. Zenone e altri santi.

Il coro è impreziosito da tre grandi raffigurazioni: "l'incoronazione di santa Chiara", attribuita a G. Antonio Fasolo (1530-1572) seguace del Veronese, ammirevole per la valorizzazione degli abiti femminili, "S. Bernardo che guarisce un cieco" di Francesco Ruschi, bella per l'espressività figurativa ed il gioco chiaro-scuri; "l'Ascensione" opera del veneziano Giampietro Silvio che rievoca vagamente i dipinti del Tiziano. Sulla parete destra, nella cappella ove un tempo era l'altare di San Rocco, ora è collocato un gruppo ligneo dedicato al Sacro Cuore di Gesù, di scuola Valgardenese, gli altri due altari provengono anch'essi dalla chiesa di Venezia, dell'ordine di Malta: l'uno sormontato da un "Crocifisso in legno del 500", l'altro presenta una bella Pala con san Brunone che riceve le regole dell'ordine. Nella parete vicina interessanti sono la pala con Tobiolo e l'angelo tra i santi Biagio e Lorenzo e la Pietà di un ignoto pittore del 700. Semplici, ma apprezzabili le acquasantiere in pietra del 500 vicino all'ingresso, il fronte battesimale con portelle decorate risalente al '500. Diversi sono i dipinti di proprietà del Duomo: ritratto di Papa innocente XI (sec. XVII), san Giuseppe con il Bambino (scuola veneta del XVIII sec.), il Corpo di Cristo e l'Annunciazione (sec. XV), Cristo Crocifisso (scuola friulana XVII sec.), Madonna del Rosario in legno del '600 e un armadio di sacrestia in radica, mobile eccezionale in Friuli. Pregevoli sono per lo stile e l'epoca cui risalgono gli elementi ecclesiastici (croci, ostensori) che costituiscono il tesoro del Duomo.

Tra gli edifici di culto presenti in Aviano vanno ricordati:

  • La chiesetta di San Pietro, oggi cimiteriale, di origini cinquecentesche;

  • La chiesetta di San Giorgio in Monte, ubicata in cima al colle omonimo: l'edificio, di origini trecentesche presenta l'impianto tipico delle chiesette votive friulane;

  • La chiesa dei SS. Martiri Concordiesi a Pedemonte, la cui costruzione risale alla seconda metà del XIX secolo.

L'architettura è caratterizzata anche da numerosi palazzi, dimore della nobiltà che risiedette nella cittadina.

Si affaccia su Piazza Duomo il settecentesco Palazzo Menegozzi. Costituito da un corpo centrale e due ali simmetriche, l'edificio nobiliare si evolve in due piani completati da timpano e statue; internamente segue la struttura delle ville venete e presenta interessanti affreschi paesaggistici e decori geometrici nelle sale al pian terreno e al primo piano. L'opera, come il giardino all'italiana e il muro di cinta, è attribuita all'architetto Francesco Riccati. Sul retro della villa si sviluppa un bel giardino all'italiana, e, all'interno della stessa, particolare interesse destano gli affreschi del salone principale, posto al primo piano, che riportano motivi geometrici e illusionistici, particolarmente apprezzabili per la freschezza delle invenzioni e la vivacità dei colori.

Accanto a Palazzo Menegozzi, si trova Palazzo Policreti Negrelli, risale ai primi dell'Ottocento, ha una facciata simmetrica, con frontone triangolare, porte e finestre rifinite in pietra.

Il Teatro della Società è il più importante edificio neoclassico di Aviano, progettato dall'architetto Giambattista Bassi nel 1844. E' caratterizzato da semicolonne doriche e due portali del pianterreno, mentre al piano superiore le finestre corrispondono alle aperture sottostanti. Sito in piazza Duomo, è sede della sala consiliare comunale.

Altri edifici da ricordare sono: Palazzo Tamai, edificio del XVIII secolo, su cui numerosi rimaneggiamenti hanno tolto il carattere di residenza signorile, visibile ora solo nel portale di ingresso e nelle finestre rifinite in pietra.

Villa Trevisan, già Cristofori e Oliva, dal tipico impianto della villa veneta secentesca, all'interno conserva decorazioni ottocentesche.

In località Ornedo si trova villa Policreti, ora Fabris, costruzione risalente alla seconda metà del 1500. E' l'unica tra le ville patrizie di Aviano ad avere un oratorio intitolato a Padre Marco.