Marsure

La frazione di Marsure ha una storia antica, con la sua parrocchia esistente fin dal 1499, quale emanazione di San Zenone. La Chiesa venne distrutta durante l'invasione dei Turchi, in seguito fu più volte ricostruita, venne rimodernata nell'Ottocento e, definitivamente nel 1963.

Posta su un colle, è la chiesa dedicata a San Lorenzo: ha un ampia facciata, articolata da lesene che indicano la tripartizione interna. A fianco, sorge un alto campanile.

All'interno si può ricordare il gruppo ligneo della Pietà, che risale al Cinquecento, ed è conosciuto nella tradizione come Madonna delle Formiche, a protezione dei danni che queste arrecavano ai bachi da seta. La pietà è un pezzo unico per lo slancio ascensionale e il verticalismo che lo caratterizza.

Nella parte più antica di Marsure si erige la chiesetta di Santa Caterina d'Alessandria con le pareti copiosamente affrescate nel Cinquecento, probabilmente ad opera di Girolamo Stefanelli da Porcia, in uno stile simile a quello usato dal Pordenone.

In località Costa sorge la chiesa di San Valentino, settecentesca, con una struttura semplice e priva di elementi architettonici di rilievo.

I marsuresi sono particolarmente legati al Santuario della Madonna del Monte che, secondo la tradizione, è sorto nel luogo in cui la Madonna apparì al contadino Antonio Zampara nel 1510. Il Santuario fu consacrato nel 1615 e reso più armonioso nei primi anni del '900 dall'architetto Rinaldo di Venezia. Esternamente si caratterizza per una grande cupola rivestita di metallo; l'interno, molto luminoso, ha un ampio tiburio nel raccordo del quale sono collocate le quattro statue in pietra raffiguranti gli evangelisti.